TY  -  JOUR
AU  -  Mosca, Alessio
AU  -  Martinotti, Giovanni
T1  -  Tatuaggio e corporeità: una prospettiva storica, sociologica e psicopatologica
PY  -  2023
Y1  -  2023-05-01
DO  -  10.1722/4136.41291
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  29
IS  -  2
SP  -  59
EP  -  72
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/04/29
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/4136.41291
N2  -  Dalla preistoria fino agli anni ’90 del secolo scorso il tatuaggio ha sempre avuto la funzione di “marchio”, un segno di identità o di stigma. Solo nelle ultime decadi è divenuto una vera e propria moda perdendo qualsiasi connotazione stigmatizzante. Eppure, l’associazione fra presenza di tatuaggio ed elementi psicopatologici, comportamenti criminali e condotte a rischio appare consistente. Analizzando l’evoluzione storica e sociale del tatuaggio come “segno di ribellione” dalle sottoculture giovanili a quelle criminali, suggeriamo come, nonostante il tatuaggio non abbia più alcuna valenza patologica, persista la sua aura di “segno maledetto” e che i soggetti borderline ne siano pertanto particolarmente attratti. Verrà infine analizzato come in determinate categorie di pazienti esso possa essere una porta d’accesso per comprendere i loro vissuti.
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