TY  -  JOUR
AU  -  Meneguzzo, Paolo
AU  -  Tenconi, Elena
AU  -  Collantoni, Enrico
AU  -  Meregalli, Valentina
AU  -  Favaro, Angela
T1  -  Alterazioni neuropsicologiche nei disturbi dell’alimentazione
PY  -  2021
Y1  -  2021-05-01
DO  -  10.1722/3774.37613
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  27
IS  -  2
SP  -  67
EP  -  74
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/07/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/3774.37613
N2  -  L’evidenza che i trattamenti per i disturbi dell’alimentazione ad oggi esistenti siano solo parzialmente efficaci rende necessaria l’individuazione di nuovi fattori eziologici o di mantenimento su cui poter agire. Negli ultimi anni, si è assistito ad un crescente interesse nei confronti delle alterazioni cognitive riscontrate nelle pazienti con disturbi dell’alimentazione, poiché si pensa possano contribuire allo sviluppo e al mantenimento del disturbo. Gli studi condotti con pazienti con anoressia nervosa hanno evidenziato come esse presentino bias attentivi nei confronti di stimoli inerenti al disturbo, ridotta velocità psicomotoria, inflessibilità cognitiva, eccessiva attenzione ai dettagli, difficoltà nel prendere decisioni e nel comprendere gli stati emotivi e mentali altrui e difficoltà nel rievocare eventi di vita specifici. Alcune di queste alterazioni, come la ridotta velocità psicomotoria, lo stile decisionale e i deficit di mentalizzazione, sembrano essere legate al sottopeso e migliorano con il recupero di peso. Altre invece, in particolare l’inflessibilità cognitiva e la mancanza di coerenza centrale, potrebbero essere considerati endofenotipi del disturbo, in quanto tendono ad essere presenti anche in parenti di primo grado non affetti dal disturbo e in pazienti che sono guarite dal disturbo dell’alimentazione. Sulle pazienti con bulimia nervosa e disturbo da binge-eating sono stati condotti ad oggi un numero minore di studi. Questi studi mostrano come, mentre alcune delle caratteristiche cognitive riscontrate nelle pazienti con anoressia nervosa come l’inflessibilità cognitiva e la difficoltà a riconoscere le proprie emozioni siano transdiagnostiche, altre sono peculiari e specifiche di ciascuna diagnosi. Lo scopo dell’articolo è quindi quello di riassumere le evidenze emerse nella letteratura allo scopo di consolidare i dati già noti e identificare le future aree di ricerca nell’ambito neuropsicologico dei disturbi dell’alimentazione.
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