TY  -  JOUR
AU  -  Fontanari, Marco
AU  -  Amato, Anna Laura
AU  -  Dri, Maria
AU  -  Nicoletti, Francesco
AU  -  Moia, Alessandra
AU  -  De Lorenzo, Antonino
T1  -  Food addiction: umbrella review della letteratura più recente
PY  -  2021
Y1  -  2021-01-01
DO  -  10.1722/3653.36343
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  27
IS  -  1
SP  -  37
EP  -  54
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/06/29
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/3653.36343
N2  -  Per food addiction (FA) si intende quella condizione clinica caratterizzata dall’impulso irrefrenabile, derivato dalla stimolazione del sistema cerebrale della ricompensa, di assumere un determinato alimento. Sebbene il concetto risalga a metà del secolo scorso, il dibattito sulla sua effettiva esistenza è più vivo che mai: la letteratura è divisa tra chi vede la FA come disturbo da uso di sostanze (Substance use disorder, SUD), chi la ritiene una dipendenza comportamentale e chi invece rifiuta la sua esistenza nel panorama nosologico. Lo scopo della presente revisione è quello di fornire un quadro scientificamente valido delle nozioni più recenti riguardanti questo costrutto. Dopo una ricerca mirata dell’argomento su Pubmed, dai 40 articoli ottenuti si sono selezionati i 22 studi, tra revisioni letterarie, sistematiche e metanalisi, che trattano l’argomento basandosi soprattutto sui modelli umani. Le evidenze emerse da questo procedimento di ricerca sono state successivamente organizzate in paragrafi, ognuno corrispondente ai vari aspetti sull’argomento. Si è così analizzata la definizione di FA, le scoperte e le controversie sui meccanismi neurobiologici alla sua base, le metodiche diagnostiche e terapeutiche, la sua connessione con determinati tipi di cibo e con l’obesità, ed infine l’aspetto psicosociale del problema.Da una parte, l’esistenza di pattern di attivazione del circuito della ricompensa, derivati dall’ingestione di cibi ricchi in zuccheri o grassi, e la possibilità di diagnosi della condizione tramite la Yale Food Addiction Scale (YFAS), suggeriscono il possibile beneficio nei pazienti con FA di terapie normalmente adoperate trattando i disturbi di abuso di sostanze. Dall’altra, la mancanza di dati specifici, chiari e riproducibili sulle modificazioni neuronali, le criticità riguardo la YFAS, i dubbi sulla corretta metodologia utilizzata nella ricerca sull’argomento e l’incertezza sulla valenza terapeutica della definizione della FA, suggeriscono una certa cautela sulla questione. Saranno quindi necessari ulteriori studi per approfondire i vari aspetti del problema e attenuarne le controversie.
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