TY  -  JOUR
AU  -  Montemitro, Chiara
AU  -  Alessandrini, Marco
AU  -  Pettorruso, Mauro
AU  -  Martinotti, Giovanni
AU  -  di Giannantonio, Massimo
T1  -  Il silenzio degli innocenti: pazienti e operatori sanitari soli di fronte al virus
PY  -  2020
Y1  -  2020-01-01
DO  -  10.1722/3473.34556
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  26
IS  -  1
SP  -  25
EP  -  31
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/05/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/3473.34556
N2  -  La diffusione del SARS-CoV-2 e la conseguente epidemia di COVID-19 hanno causato una delle peggiori crisi sanitarie dell’ultimo secolo. Gli ospedali si sono rapidamente saturati: l’aumento dei casi più gravi ha portato all’esaurimento delle risorse, prima nelle Unità di Terapia Intensiva, poi nei reparti di Clinica Medica. Sono nati così i COVID Hospitals, luoghi per la gestione e il trattamento dei pazienti affetti da COVID-19. I COVID Hospitals però hanno poco in comune con le strutture ospedaliere a cui siamo abituati: a causa del rischio infettivo, la famiglia e la comunità non possono accedere, rimangono al di fuori e lontani dal malato, che viene privato della componente umana, mentre la medicina perde il suo ruolo umanitario. La tirannia imposta da questa emergenza sanitaria ci pone davanti a numerosi quesiti, scientifici, etici e clinici. Per la psichiatria, finora consultata per i sintomi insorti in seguito al lockdown, per tamponare le criticità psichiche correlate all’ospedalizzazione e per valutare l’eventualità di incapacità psichica in caso di mancato rispetto delle normative anti-COVID, si presenta una nuova sfida. Rivoluzionare “l’istituzione negata”, ancora una volta (per riprendere il titolo del libro in cui Franco Basaglia, nel 1968, “negava” il diritto, alle Istituzioni psichiatriche, di trattare il malato come non-uomo). Progettare, allestire, organizzare i reparti di isolamento così che la cura possa provvedere all’ascolto non solo del corpo, ma della persona. Riformare quegli spazi chiusi cosicché diventino aperti al colloquio individuale e gruppale, alle attività, ai momenti di creatività, e tornino a essere luoghi di cura.
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