TY  -  JOUR
AU  -  Sforzini, Luca
AU  -  Nikkheslat, Naghmeh
AU  -  Viganò, Caterina A.
AU  -  Pariante, Carmine M.
T1  -  Il ruolo dell’infiammazione nello sviluppo di depressione in pazienti con malattia cardiaca coronarica Studio prospettico di follow-up di tre anni
PY  -  2019
Y1  -  2019-05-01
DO  -  10.1722/3313.32830
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  25
IS  -  2
SP  -  83
EP  -  100
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/03/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/3313.32830
N2  -  La malattia cardiaca coronarica (CHD) si associa frequentemente a depressione; l’infiammazione è stata proposta come meccanismo biologico alla base di questa comorbilità, che peggiora gli esiti clinici di entrambe le patologie. Lo scopo del presente studio è di analizzare il ruolo dell’infiammazione, misurata perifericamente tramite due marcatori infiammatori – la proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hsCRP) e il fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF) – come fattore predittivo per l’insorgenza di depressione in pazienti con CHD in uno studio di follow-up di 3 anni. Abbiamo reclutato 89 pazienti, 25 depressi e 64 non depressi secondo la Clinical Interview Schedule Revised (CIS-R), valutati al baseline con la Patient Health Questionnaire-9 (PHQ-9) e la Beck Depression Inventory (BDI) e poi ogni 6 mesi con la sola PHQ-9, per i 3 anni di follow-up. In tutti i pazienti con CHD (n=89), abbiamo dimostrato una correlazione positiva tra i valori di hsCRP e di VEGF e la severità dei sintomi depressivi al baseline (BDI, r= 0,27, p= 0,012 e r= 0,35, p= 0,014, rispettivamente). Nel follow-up, n=21 pazienti (dei 64 non depressi al baseline) hanno sviluppato depressione di nuova insorgenza, definita come positività (PHQ-9 >10) in almeno una valutazione di follow-up. Di questi, n=11 hanno sviluppato depressione a precoce insorgenza, entro i primi 6 mesi di follow-up; in questi soggetti i valori di VEGF al baseline erano significativamente superiori rispetto ai mai depressi (F(1,23)= 7,55, p= 0,11). N=9 pazienti hanno invece sviluppato una depressione clinicamente significativa, definita come almeno 3 valutazioni positive delle 6 totali del follow-up, indicative di depressione durata almeno un anno; in questi soggetti i valori di hsCRP al baseline erano significativamente più alti (media ±SD; 6,76 ±6,52 mg/L) rispetto ai mai depressi (2,77 ±3,13 mg/L; F(1,48)= 7,29, p= 0,010). In conclusione, l’infiammazione in pazienti con CHD è associata con futura insorgenza di depressione e l’utilizzo di marcatori biologici di infiammazione potrebbe quindi aiutare a identificare fenotipi ad alto rischio di depressione anche in pazienti con CHD, con già in partenza elevati livelli di infiammazione. Il presente lavoro raccoglie importanti dati preliminari che, pur necessitando di ulteriori studi, hanno il potenziale di influenzare la salute fisica e mentale di un sensibile gruppo di individui.
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