TY  -  JOUR
AU  -  Siracusano, Alberto
AU  -  Ribolsi, Michele
T1  -  Povertà vitale e salute mentale
PY  -  2018
Y1  -  2018-05-01
DO  -  10.1722/3078.30713
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  24
IS  -  2
SP  -  121
EP  -  125
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/04/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/3078.30713
N2  -  L’ex Segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan ha definito la povertà come “il più grande nemico della salute”. Michael Marmot, professore di epidemiologia alla University College London, ha coniato l’espressione di “malattia della povertà”. In particolare, i disturbi mentali sono circa due volte più frequenti tra i poveri. Le evidenze indicano la depressione 1,5-2 volte più prevalente tra la popolazione a basso reddito. Al fine di superare i limiti concettuali derivanti dalla mera definizione economica di povertà, assoluta o relativa, abbiamo ipotizzato un concetto nuovo, quello di “povertà vitale”, intendendo con essa non la privazione materiale, bensì una restrizione della capacità relazionale, affettiva, valoriale, morale, religiosa. La povertà vitale, sebbene teoricamente condizionata dalla povertà economica, è un concetto più ampio, che fa riferimento ad un impoverimento delle qualità e delle risorse umane generali dell’individuo, ad una involuzione sociale incapace di avere una prospettiva a lungo respiro.
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