TY  -  JOUR
AU  -  Pezawas, Lukas
AU  -  Kasper, Siegfried
T1  -  Relazioni tra depressione e schizofrenia
PY  -  1999
Y1  -  1999-10-01
DO  -  10.1722/2771.28167
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  5
IS  -  4
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/2771.28167
N2  -  La schizofrenia è una malattia cronica che compromette profondamente il funzionamento psichico, professionale e sociale di chi ne è colpito, dando luogo, oltre ad un profondo disagio personale, anche ad un notevole carico sociale. Clinicamente può presentarsi con diverse tipologie di sintomi, da soli o in associazione tra loro: deliri, allucinazioni, comportamento bizzarro (sintomi positivi); appiattimento affettivo, avolizione, alogia, deterioramento cognitivo (sintomi negativi). Nel suo decorso molto spesso insorgono anche quadri depressivi, interpretati e classificati in diverso modo a seconda della fase del decorso in cui si presentano: depressione post-psicotica, che insorge nel periodo residuale della schizofrenia, dopo la fase psicotica florida; sintomi depressivi quali prodromi di un episodio psicotico; depressione quale effetto collaterale di un trattamento cronico con farmaci antipsicotici. Ai fini del trattamento da adottare per questi episodi depressivi, è fondamentale anche la diagnosi differenziale con i sintomi negativi e con altre condizioni che possono manifestarsi con sintomi simil-depressivi. Per quanto riguarda i substrati neurochimici di tali quadri sintomatologici, le nuove tecniche di neuroimaging (SPECT, PET, fMRI, MRS) continuano a sostenere l'ipotesi che alla base della malattia schizofrenica ci siano delle anomalie quantificabili, la cui genesi tuttavia non è ancora stata chiarita. Il sistema recettoriale dopaminergico, primariamente interessato dal meccanismo d'azione dei farmaci antipsicotici (AP) tradizionali, è anche coinvolto, nelle sue diverse vie cerebrali, nella genesi degli effetti collaterali di questi, in primo luogo quelli motori extrapiramidali (EPMS). I nuovi AP "atipici", oltre al vantaggio di presentare meno EPMS degli AP tradizionali, hanno anche, contrariamente a questi, un'efficacia sui sintomi negativi e sui sintomi depressivi della schizofrenia, pur avendo un profilo 
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