TY  -  JOUR
AU  -  Muscettola, Giovanni
AU  -  Barbato, Giuseppe
T1  -  Reazioni avverse neurologiche  e psichiche agli antipsicotici 
PY  -  1999
Y1  -  1999-04-01
DO  -  10.1722/2769.28156
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  5
IS  -  2
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/04/27
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/2769.28156
N2  -  L'impiego di antipsicotici rappresenta il punto centrale nel trattamento farmacologico della schizofrenia. Considerato l'utilizzo di tali farmaci nella terapia di mantenimento a lungo termine è importante il controllo di quegli effetti collaterali indesiderati associati al loro impiego. Reazioni avverse possono produrre al paziente una condizione di difficoltà, che si sovrappone al disagio della malattia primaria. Negli ultimi anni, grazie allo sviluppo degli studi sulla natura degli eventi neurotrasmettitoriali post-sinaptici in vivo, è migliorata la conoscenza dei meccanismi patogenetici delle reazioni avverse agli antipsicotici. Nel presente lavoro sono discusse le reazioni avverse neurologiche distinte sulla base della loro occorrenza temporale. Le reazioni acute, anche globalmente definite come "sindrome extrapiramidale", includono le reazioni di tipo ipercinetico (distonie acute, acatisia) e le reazioni di tipo ipocinetico che si configurano nel quadro classico del parkinsonismo (bradicinesia, rigidità, tremore). Le reazioni tardive sono riconducibili al quadro clinico della "discinesia tardiva" che, per il rischio di irreversibilità, rappresenta una condizione di maggiore gravità rispetto alle reazioni acute. Sono infine discussi gli effetti avversi psichici, che in letteratura risultano meno studiati, i quadri clinici meno definiti, e minore consenso esiste sui possibili provvedimenti terapeutici. Quadri clinici descritti nel presente lavoro sono la sedazione, la tossicità comportamentale, la depressione iatrogena, la sindrome acinetica e la sindrome negativa indotta da neurolettici (NIDS).
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