TY  -  JOUR
AU  -  D'Ambrosio, Serena
AU  -  Zazzeri, Nicoletta
AU  -  Amore, Mario
AU  -  Sanza, Michele
AU  -  Ferrari, Giuseppe
T1  -  Psicopatologia del comportamento violento: una review
PY  -  1998
Y1  -  1998-04-01
DO  -  10.1722/2765.28134
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  4
IS  -  2
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/05/14
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/2765.28134
N2  -  La diagnosi psichiatrica maggiormente associata a comportamento aggressivo è quella di schizofrenia paranoide, più frequentemente all'esordio, nelle fasi avanzate della psicosi e, in genere, nei periodi di acuzie sintomatologica. Tra gli schizofrenici cronici, quelli più disorganizzati e deteriorati o con sindromi cerebrali organiche sono i più aggressivi.  I fattori di rischio di comportamento aggressivo nella schizofrenia sono in parte i medesimi registrati nella popolazione generale: il sesso maschile, l'età giovanile, un background familiare di comportamenti violenti, una storia di abusi durante l'infanzia e un concomitante abuso di alcol o sostanze.  Nell'ambito dei disturbi di personalità, i disturbi antisociale e borderline sono più spesso associati a comportamenti aggressivi. In questo caso i fattori di rischio sono di tipo sociodemografico - età giovanile, sesso maschile, classi socioeconomiche più basse -, biologico, genetico (forte concordanza tra i monozigoti) e ambientale (precoce esposizione a modelli comportamentali devianti).  I risultati preliminari di una ricerca clinica condotta per un anno sui pazienti ricoverati presso il Servizio di Diagnosi e Cura della Clinica Psichiatrica Prima dell'Università di Bologna conferma che i pazienti responsabili di atti di violenza sono prevalentemente di sesso maschile, più frequentemente con una diagnosi di schizofrenia, disturbo di personalità e mania, con un quadro psicopatologico più severo rispetto ai controlli e con una storia pregressa di atti violenti.
ER  -   
