TY  -  JOUR
AU  -  Aragona, Massimiliano
AU  -  Vella, Gaspare
T1  -  Lo spettro in Psicopatologia
PY  -  1998
Y1  -  1998-01-01
DO  -  10.1722/2764.28129
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  4
IS  -  1
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/05/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/2764.28129
N2  -  In una prima parte viene presentata una analisi concettuale dei termini spettro, insieme, continuum e determinazione. Nella seconda parte vengono passate in rassegna le principali concettualizzazioni dello spettro in Psichiatria, partendo dall'originario spettro schizofrenico per arrivare al recente spettro panico-agorafobico (passando per gli spettri depressivo-affettivo, ossessivo-compulsivo, dell'isteria-dissociativo, di somatizzazione). Questi spettri sono oggetto di una revisione critica, durante la quale viene analizzata la loro coerenza rispetto all'originario concetto fisico di spettro della luce. Rispetto ad esso, si evidenzia che gli spettri psicopatologici non sono mai completamente sovrapponibili. Tuttavia, lo spettro psicopatologico deve essere un concetto ben definito, per cui non può essere (come proposto da alcuni autori) un concetto ambiguo, amorfo, vasto, multidimensionale e multidirezionale, né può essere utilizzato per indicare l'associazione di sintomi anziché di sindromi. Una definizione, a nostro avviso coerente, di spettro psicopatologico, è: un insieme di sindromi riunite assieme sulla base di una comune determinazione, la quale fa sempre riferimento ad una ipotesi patogenetica. Questa nostra concettualizzazione psicopatologica dello spettro consente la definizione di chiare regole di inclusione-esclusione e di approfondire le conoscenze sulle sindromi incluse in un dato spettro.
ER  -   
