TY  -  JOUR
AU  -  Baldessarini, Ross J.
AU  -  Centorrino, Franca
T1  -  Risultati e limiti della farmacoterapia antipsicotica
PY  -  1996
Y1  -  1996-10-01
DO  -  10.1722/2759.28101
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  2
IS  -  4
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/04/10
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/2759.28101
N2  -  L'introduzione fin dal 1952 di farmaci antipsicotici sicuri ed efficaci ha reso possibile una rivoluzione nella cornice concettuale e nella pratica clinica della psichiatria contemporanea. Nonostante ciò, la maggior parte delle malattie psicotiche rimane cronica o episodica e ha diversi livelli di invalidità. Il trattamento antipsicotico è una componente cruciale dell'assistenza clinica globale, anche se incompleta e con valore solo palliativo; la valutazione del range di utilità e della applicazione ottimale a lungo termine della terapia antipsicotica resta incredibilmente limitata, fatta eccezione per la schizofrenia. La sospensione brusca del trattamento antipsicotico provoca una ricaduta in breve tempo e complica l'interpretazione dei confronti farmaco versus placebo. I neurolettici sono potenti antagonisti della funzione dopaminergica nel sistema motorio extrapiramidale, il che giustifica i caratteristici effetti collaterali, anche nel sistema limbico. L'ipotesi che per ottenere una attività antipsicotica siano necessari effetti antidopaminergici ha portato alla riscoperta di neurolettici con effetti benefici e collaterali simili. La clozapina, che è una sostanza clinicamente superiore, ma anche potenzialmente tossica, è un neurolettico atipico debolmente antidopaminergico che si contrappone a tale teoria. La ricerca attuale si sta orientando verso nuovi antipsicotici, con caratteristiche simili alla clozapina, che stanno entrando nella pratica clinica; la speranza che i nuovi antipsicotici possano essere efficaci quanto la clozapina ma più sicuri necessita di studi ulteriori di approfondimento. Una gestione clinica globale appropriata dei pazienti con disturbi psicotici idiopatici richiederebbe la combinazione di un trattamento farmacologico ottimale con interventi psicosociali e riabilitativi economicamente convenienti e clinicamente efficaci.
ER  -   
