TY  -  JOUR
AU  -  Maggini, Carlo
T1  -  Alessitimia e schizofrenia
PY  -  2010
Y1  -  2010-07-01
DO  -  10.1722/2566.26566
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  16
IS  -  3
SP  -  213
EP  -  225
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/04/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/2566.26566
N2  -  I dati emersi dalla revisione della letteratura non autorizzano condivise conclusioni riguardo la prevalenza dell’alessitimia negli schizofrenici, il suo essere una condizione di tratto (connessa alla personalità ) o di stato (dovuta a qualche aspetto della sintomatologia manifesta o soggettiva della malattia) e il ruolo da essa svolto nella configurazione sintomatologica della schizofrenia. I dati acquisiti concordano comunque nell’indicare che l’alessitmia è piú frequente negli schizofrenici di sesso maschile con prevalente sintomatologia negativa rispetto a quelli con sintomatologia paranoide e indifferenziata, e negli schizofrenici con sindrome deficit rispetto a quelli non deficit. I nostri dati indicano inoltre che l’alessitimia è un costrutto complesso che riconosce aspetti stato-dipendenti e tratto-dipendenti. La perdita della capacità  di categorizzazione semantica delle esperienze affettive avrebbe la sua prima manifestazione nei segni della vulnerabilità  schizotropica (schizotassia, schizotipia negativa), ma troverebbe il suo ancoraggio nella complessità  cognitivo-affettiva della processualità  schizofrenica (irritazione di base) che attualizza depersonalizzione, vissuti disforicodepressivie disorganizzazione.
ER  -   
