TY  -  JOUR
AU  -  Rossi, Alessandro
AU  -  Kalyvoka, Artemis
AU  -  Rinaldi, Osvaldo
AU  -  Stratta, Paolo
T1  -  Neuroanatomia della schizofrenia: gli studi di Risonanza Magnetica
PY  -  2002
Y1  -  2002-10-01
DO  -  10.1722/2544.26464
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  8
IS  -  4
SP  -  241
EP  -  264
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/06/25
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/2544.26464
N2  -  È stata effettuata un’attenta revisione degli studi di Risonanza Magnetica (RM) sulla schizofrenia che testimoniano un notevole progresso nell’attendibilità  delle anomalie cerebrali osservate, offrendo risultati piú accurati rispetto a tutti quelli precedentemente ottenuti nella storia della ricerca su tale disturbo. Questo progresso, applicato al campo della neuropatologia del disturbo schizofrenico è in gran parte dovuto all’evoluzione tecnologica nella visualizzazione cerebrale in vivo, che ha portato all’identificazione di diverse alterazioni cerebrali. Queste anomalie comprendono l’ampliamento dei ventricoli laterali (riportato dall’80% degli studi che hanno eseguito tale valutazione) e del terzo ventricolo (73% degli studi). È stata rilevata anche l’implicazione delle strutture mediali del lobo temporale (74% degli studi), quali l’amigdala, l’ippocampo ed il giro paraippocampale, nonchà© delle regioni neocorticali del lobo temporale (giro temporale superiore) (100% degli studi). Se vengono presi in considerazione gli studi che valutano sia la sostanza bianca sia la grigia del giro temporale superiore, anomalie vengono evidenziate nel 67% di essi. Sono riportate anche evidenze di anomalie del lobo frontale (59% degli studi), particolarmente della sostanza grigia prefrontale e nelle regioni orbitofrontali. Sono state inoltre evidenziate anomalie sottocorticali (cavum septum pellucidum, 92% degli studi; gangli della base, 68%; del corpo calloso, 63%; talamo, 42%). È ora quindi disponibile tecnologia tale che, attraverso una accurata ricostruzione dell’anatomia cerebrale, puó  permettere una piú profonda e valida conoscenza della neuroanatomia delle malattie mentali e di valutare ipotesi circa le relazioni tra encefalo e comportamento normale e patologico.
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