TY  -  JOUR
AU  -  Siracusano, Alberto
AU  -  Calia, Eustachio
T1  -  Sonno e depressione
PY  -  2004
Y1  -  2004-04-01
DO  -  10.1722/2534.26416
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  10
IS  -  2
SP  -  91
EP  -  103
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/06/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/2534.26416
N2  -  I rapporti fra sonno e depressione sono oggetto di interesse scientifico da decenni sia per la possibilità di comuni meccanismi psicobiologici sia per le implicazioni cliniche e terapeutiche derivanti dalla conoscenza delle interazioni reciproche dei due fenomeni. L’argomento è stato rivisitato nel presente articolo sia dal punto di vista degli studi esclusivamente clinici che evidenziano una bidirezionalità fra i due fenomeni, che sulla base degli studi polisonnografici che hanno individuato unan depressione maggiore (riduzione della latenza del sonno REM, riduzione del sonno ad onde lente) anche al di fuori degli episodi depressivi. Altri parametri (efficienza del sonno, densità del REM) sono risultati essere parzialmente reversibili dopo la remissione della sintomatologia clinica. è stato poi valutato l’impatto della terapia farmacologia antidepressiva sulla qualità del sonno dei pazienti depressi, con la premessa che l’efficacia antidepressiva di un farmaco non si correla con gli effetti benefici sulla struttura del sonno. Gli inibitori del reuptake della serotonina e gli antidepressivi triclicici incrementano la latenza del sonno REM e ne diminuiscono la quantità, ma i primi a differenza dei secondi riducono la continuità del sonno facilitando frequenti risvegli. Nefazodone e bupropione incrementano il sonno REM, che nei depressi è già patologicamente aumentato. La mirtazapina non modifica i parametri del sonno REM, ma migliora la stabilità del sonno ed incrementa il sonno ad onde lente. Il trazodone, che però è un debole antidepressivo, tende a ripristinare la normale fisiologia del sonno. Infine sono state riportate alcune fra le teorie più accreditate sulla psicobiologia del sonno e della depressione: il modello cronobiologico di Borbély e quello di Hobson e McCarley che presuppone una interazione reciproca fra sonno REM e sonno NREM. Nonostante la frammentarietà delle conoscenze sui rapporti fra sonno e depressione, una maggiore consapevolezza delle alterazioni del sonno nei pazienti depressi, dovute alla patologia e/o alla terapia farmacologia, può permettere nella pratica clinica una gestione più corretta e terapeuticamente valida del paziente depresso con disturbi del sonno.
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