TY  -  JOUR
AU  -  Bonanni, Enrica
AU  -  Murri, Luigi
T1  -  I disturbi del sonno da neuropsicofarmaci
PY  -  2004
Y1  -  2004-04-01
DO  -  10.1722/2534.26412
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  10
IS  -  2
SP  -  57
EP  -  66
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/04/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/2534.26412
N2  -  Il controllo multifattoriale del sonno e della vigilanza è facilmente influenzabile da farmaci comunemente impiegati in neurologia e psichiatria che possono determinare insonnia, ipersonnia (spesso combinate) o parasonnie. Questi effetti possono essere provocati da svariati meccanismi, sono di entità variabile in base al tipo ed alla dose del farmaco e spesso differiscono nelle fasi acuta e cronica di terapia e durante la sospensione. I farmaci con proprietà attivanti (stimolanti, anoressizanti, alcuni antidepressivi) possono determinare insonnia, mentre i composti sedativi, come le benzodiazepine e i barbiturici, hanno un’azione depressiva diretta sul sistema nervoso centrale e la sonnolenza determinata dagli ipnotici può essere considerata un prolungamento durante il giorno dell’effetto notturno ricercato. Va tenuto presente che i farmaci raramente interagiscono con un solo tipo di recettore, da cui dipende la loro efficacia, ma hanno piuttosto affinità per numerosi recettori; pertanto oltre a quello terapeutico, si verificano altri effetti farmacologici non desiderati. Inoltre i farmaci possono modificare la struttura del sonno e favorire le parasonnie che compaiono in specifici stadi del sonno stato-specifici. Infine, la sospensione di farmaci attivanti o sedativi, dopo un uso cronico, può associarsi ad una ipersonnia o ad una insonnia, rispettivamente, e con cautela deve anche essere programmata la sospensione delle sostanze che riducono prevalentemente uno stadio del sonno per il fenomeno del rimbalzo. In particolare, la brusca sospensione dei farmaci che sopprimono il REM comporta un marcato incremento di questo stadio che favorisce l’insorgenza di sogni terrifici e del disturbo comportamentale in REM. Nella pratica clinica, considerare il meccanismo d’azione e la farmacocinetica di un farmaco fornisce non solo un aiuto determinante nella scelta di una terapia secondo i sintomi specifici e del profilo degli effetti collaterali, ma consente anche una corretta diagnosi di disturbo del sonno iatrogeno. Gli esami polisonnografici possono essere riservati ai pazienti con disturbi severi e persistenti, nei quali si può sospettare un disturbo del sonno concomitante.
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