TY  -  JOUR
AU  -  Placidi, Fabio
AU  -  Romigi, Andrea
T1  -  Neurofisiologia del sonno e tecniche di analisi
PY  -  2004
Y1  -  2004-01-01
DO  -  10.1722/2532.26404
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  10
IS  -  1
SP  -  7
EP  -  14
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/06/27
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/2532.26404
N2  -  Il sonno non è un fenomeno passivo, omogeneo e statico, ma è un processo dinamico, complesso e attivo, che dal punto di vista comportamentale e neurofisiologico è distinto in due fasi principali: il sonno REM, caratterizzato dalla presenza di movimenti oculari rapidi, ed il sonno NREM privo di movimenti oculari rapidi. Tali fasi (NREM/REM) si succedono nel corso del sonno con una ciclicità pari a circa 70-120 minuti. La struttura del sonno può essere studiata ed analizzata utilizzando tecniche diverse: l’analisi classica standardizzata da Rechtashffen e Kales, di tipo categoriale, consente di costruire dei diagrammi ipnici (ipnogrammi) in grado di fornire informazioni relative alla cosiddetta architettura o macrostruttura del sonno, ossia riguardanti la rappresentazione e successione dei vari stadi e cicli del sonno. L’analisi microstrutturale consente l’identificazione del pattern alternante ciclico (CAP) che è costituito dall’alternanza di sequenze caratterizzate da una superficializzazione del sonno (fase A o fase di attivazione), subito seguita da periodi di ripristino dell’attività EEG propria di quella fase del sonno (fase B o fase di stazionarietà). Un’altra metodica prevede l’analisi digitale del segnale EEG che consente la trasformazione matematica del segnale stesso dal dominio del tempo a quello delle frequenze; è così possibile misurare la potenza espressa dalle bande delta (0,3-3,5 Hz), sigma (12-16 Hz) e beta (18-28 Hz) e stabilire quanto ciascuna delle bande pesi in termini percentuali nella composizione del segnale in un dato periodo di tempo.
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