TY  -  JOUR
AU  -  Altamura, Alfredo Carlo
AU  -  Vismara, Serena
AU  -  Salvadori, Daniele
T1  -  Dimensioni cliniche del suicidio e del tentato suicidio
PY  -  2004
Y1  -  2004-10-01
DO  -  10.1722/2528.26388
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  10
IS  -  4
SP  -  297
EP  -  312
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/05/29
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/2528.26388
N2  -  Numerosi fattori sono coinvolti nello sviluppo di condotte suicidarie. Il sesso maschile, l’età avanzata, la razza bianca, condizioni di salute scadenti e scarso supporto sociale rappresentano fattori di rischio comunemente associati al suicidio nella popolazione generale. Soggetti con precedenti seri tentativi di suicidio, con una familiarità per suicidio o con intensi sentimenti di disperazione sono anch’essi a rischio di commettere suicidio. La maggior parte dei suicidi viene compiuta da pazienti psichiatrici. è stato stimato che dal 30 all’87% dei suicidi sono commessi da soggetti affetti da un disturbo depressivo. L’abuso di sostanze, da solo o in comorbilità con un altro disturbo psichiatrico, è presente nel 19-50% di questi individui. Nei soggetti affetti da schizofrenia il rischio suicidario è piuttosto elevato, considerato che il 13% di essi commette suicidio. Anche i disturbi d’ansia presentano notevoli problemi correlati alla comorbilità con l’abuso di sostanze e con sintomi depressivi che possono aumentare il rischio suicidario. Per identificare il rischio suicidario è opportuno tuttavia guardare oltre la presenza di un disturbo psichiatrico, in quanto esso è generalmente una condizione necessaria, ma non sufficiente allo sviluppo di condotte suicidarie. Sembra che la presenza di marcati tratti aggressivo-impulsivi caratterizzi i soggetti a rischio di commettere tentativi di suicidio senza correlazione con una particolare categoria diagnostica. Nel presente lavoro considereremo la presenza di agiti suicidari nelle principali categorie diagnostiche psichiatriche.
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