TY  -  JOUR
AU  -  Warner, Richard
T1  -  Intervento precoce nelle psicosi: un’analisi critica
PY  -  2005
Y1  -  2005-04-01
DO  -  10.1722/2520.26334
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  11
IS  -  2
SP  -  77
EP  -  87
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/06/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/2520.26334
N2  -  Affermazioni riguardanti i benefici dell’intervento precoce nelle psicosi conclamate risalgono a più di duecento anni fa, ai promotori della costrùzione dei manicomi nel diciannovesimo secolo. Il supporto teorico per l’intervento precoce nelle psicosi risiede nei dati che indicano che una più protratta "durata della psicosi non trattata" (Duration of untreated Psychosis - Dup) è associata a un esito negativo. In realtà, l’associazione tra la Dup e l’esito risulta inseparabile dall’influenza confusiva esercitata sui dati degli studi sperimentali da parte dell’esito favorevole atteso nelle psicosi di recente insorgenza. Sebbene alcuni ricercatori siano favorevoli a trattare persone portatrici di segni premorbosi di psicosi o di altri indicatori di alto rischio, non esistono strumenti adeguati di screening né interventi efficaci. I più promettenti tra gli attuali strumenti di screening, se applicati alla popolazione generale, hanno una precisione pari soltanto al due per cento. Di conseguenza, l’elaborazione di ottimali trattamenti precoci per le psicosi pùò produrre benefici, ma le persone con episodi psicotici brevi e a buona prognosi sarebbero costrette a ricevere un trattamento non necessario. Si pùò ragionevolmente supporre un rilevante impatto negativo sù coloro che verrebbero impropriamente diagnosticati a rischio imminente di psicosi e che, di conseguenza, verrebbero trattati.
ER  -   
