TY  -  JOUR
AU  -  Antonini, Sarah
AU  -  Pampaloni, Ilenia
AU  -  Bruscoli, Matteo
AU  -  Pallanti, Stefano
T1  -  Psicobiologia e fenomenica del numbing e dell’emotività
PY  -  2006
Y1  -  2006-04-01
DO  -  10.1722/2518.26332
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  12
IS  -  2
SP  -  195
EP  -  207
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/05/13
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/2518.26332
N2  -  Il termine "numbing" definisce una condizione caratterizzata da paralisi emozionale ed affettiva con incapacità a provare interesse nei confronti di stimoli a contenuto emotivo. Tale stato di ottundimento affettivo rientra nei criteri del DSM IV TR del Disturbo post-traumatico da stress (DPTS). tuttavia, a differenza di altre caratteristiche del DPTS, come l’iperarousal e i ricordi spiacevoli ed intrusivi, il numbing risulta un fenomeno tuttora di difficile inquadramento. Se le prime teorie a riguardo, in particolare quella di Horowitz del 1986, consideravano il numbing come derivante dal ripetuto sforzo negazionale o di evitamento di situazioni emotive che potessero ricordare il trauma passato, più di recente sono state proposte nuove ipotesi finalizzate alla comprensione del numbing dal punto di vista neurobiologico. Nei pazienti con DPTS, rispetto ai soggetti sani, è stata osservata un’alterazione dell’asse ipotalamo-ipofisario con ridotti livelli di cortisolo urinario, associati ad alti livelli di corticotropin releasing factor (CFR). In un’altra prospettiva biologica il numbing pùò essere inteso come analgesia emotiva indotta dallo stress e studiato valutando l’attività degli oppioidi endogeni. Nei pazienti con DPTS è stato riscontrato un aumento degli oppioidi endogeni circolanti ed un’aumentata tolleranza al naloxone. La fenomenologia del numbing è stata negli ultimi anni rapportata anche ad un’alterazione nella processazione delle emozioni. A questo proposito sono state studiate le diverse strutture cerebrali deputate al riconoscimento di stimoli con contenuto emotivo, quali l’amigdala, le cortecce visive e le cortecce extrastriatali. Studiando il pattern di risposta della corteccia visiva primaria sia rispetto a stimoli subliminali sia a stimoli ripetuti è stato dimostrato che i pazienti con DPTS hanno una ridotta attivazione corticale in risposta a stimoli visivi caratterizzati da un contenuto emotivo. Una ulteriore testimonianza di un’alterata processazione emotiva viene dagli studi riguardanti la visione di stimoli in movimento ed il fenomeno del  "motion opponency". I pazienti con DPTS rispetto a soggetti di controllo sembrano rifuggire gli stimoli visivi quando viene valutato l’orientamento volontario implicito con il Paradigma di Posner. Questo tipo di risposta potrebbe derivare da una riduzione della processazione visiva preattentiva che porterebbe alla "negazione" da parte del paziente di stimoli a contenuto emotivo ed in ultima analisi al fenomeno del numbing. Quest’ultimo attraverso una maggiore, anche se ancora incompleta conoscenza, assume dunque le caratteristiche di un’entità clinica a se stante, con significativi correlati neurobiologici, nel panorama dei disturbi clinici che caratterizzano il DPTS.
ER  -   
