TY  -  JOUR
AU  -  Loi, Marina
AU  -  Mencacci, Claudio
T1  -  L’esperienza di psichiatria penitenziaria a San Vittore (Milano)
PY  -  2006
Y1  -  2006-01-01
DO  -  10.1722/2516.26314
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  12
IS  -  1
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/05/13
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/2516.26314
N2  -  All’interno della Casa circondariale di S. Vittore, l’A.O. Fatebenefratelli e Oftalmico ha condotto una consulenza psichiatrica per circa tre anni nell’ambulatorio del reparto maschile. I pazienti erano, essenzialmente, individui con esclusiva patologia psichica o con doppia diagnosi (12%). Quasi tutte le categorie diagnostiche erano rappresentate ma, frequentemente, più che distinguere un quadro nosograficamente determinato, si sono evidenziati quadri ricondùcibili ad uno "spettro di malattia". In carcere, mentre è più raro l’accesso maniacale (12 casi in tre anni), spesso si rilevano disturbi dello spettro depressivo che variano a seconda della fase di detenzione. I primi cinque mesi costituiscono la fase più critica. Nel nostro campione, il 10,8% era affetto da depressione maggiore, ma un numero rilevante di pazienti presentava disturbi dello spettro depressivo. La rilevazione di disturbi d’ansia risulta più difficoltosa, in quanto commista a disturbi di personalità (62%). Più frequenti di quanto non ci si aspetti sono i disturbi psicotici e la schizofrenia. A S.Vittore la percentuale di pazienti psicotici è più alta (6,1%) che nelle altre carceri, essendo disponibile uno speciale reparto di psichiatria cui afferiscono pazienti da tutta Italia. La psicosi, nel contesto di isolamento e costrizione della libertà del carcere, emerge come sintomatologia eclatante che desta subito timori e può provocare reazioni di panico o di ribellione nei compagni di detenzione; d’altra parte, auto ed eteroaggressività sono i fenomeni più temuti in carcere. Un altro rilevante problema è rappresentato da tutte le manifestazioni di sofferenza legate alla sessualità: si stima che il 70-80% dei detenuti sia dedito a pratiche omosessuali. Uno dei problemi più temuti e traumatizzanti in carcere è però, senza dubbio, il suicidio o il comportamento suicidario. Sebbene il tasso sia molto più basso rispetto a quello dei pazienti appena dimessi da un reparto psichiatrico (1% vs 7%), in carcere il suicidio ha un impatto altamente destruente sul contesto generale.
ER  -   
