TY  -  JOUR
AU  -  Saracco, Paola
AU  -  Albert, Umberto
AU  -  Maina, Giuseppe
T1  -  La psicoeducazione come strumento di intervento sulla famiglia del paziente con disturbo ossessivo-compulsivo
PY  -  2007
Y1  -  2007-04-01
DO  -  10.1722/2510.26278
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  13
IS  -  2
SP  -  105
EP  -  119
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/2510.26278
N2  -  I familiari dei pazienti che soffrono di disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) sono fortemente coinvolti nella sintomatologia dei pazienti e sopportano un gravoso carico assistenziale; essi tendono a fornire continue rassicurazioni al paziente, a partecipare direttamente alle sue compulsioni, a procurare materiale per i suoi rituali, ad aiutarlo nell’evitamento di situazioni ansiogene. Tale coinvolgimento nella sintomatologia comporta una profonda modificazione del funzionamento familiare. Alcuni studi sottolineano come tali risposte della famiglia possano risultare controprodùcenti ai fini della cura: nel tentativo di aiutare i pazienti a stare meglio, infatti, i familiari si comportano spesso in modo tale da rinforzare inavvertitamente il disturbo. La consapevolezza dell’importante ruolo svolto dalla famiglia nel mantenere il disturbo ha perciò stimolato lo sviluppo di interventi finalizzati a coinvolgere i familiari nel trattamento individuale dei pazienti. La psicoedùcazione, sia essa rivolta al paziente o ai suoi familiari, è un aspetto del trattamento dei disturbi psichiatrici che sta ricevendo grande attenzione. Nel trattamento del DOC i gruppi psicoedùcazionali sono stati proposti quale strumento per ridurre il coinvolgimento dei familiari nei sintomi del paziente che, secondo un’ottica cognitivo-comportamentale, contribuirebbe a mantenere la sintomatologia ossessivo-compulsiva. L’ "Intervento Psicoeducazionale Multifamiliare " (IPM), un modello di gruppi psicoeducazionali recentemente proposto presso il Servizio per i Disturbi Depressivi e d’Ansia dell’Università di Torino, rappresenta un’esperienza nuova rispetto a quelle finora presenti in letteratura, in quanto adattata a una cornice differente, ossia quella di pazienti in trattamento farmacologico.
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