TY  -  JOUR
AU  -  D’Urso, Giordano
AU  -  Lattanzio, Stefania
AU  -  Sassi, Teresa
AU  -  Mantovani, Antonio
T1  -  La neuromodulazione nel trattamento delle forme farmacoresistenti di depressione, disturbo bipolare e schizofrenia
PY  -  2016
Y1  -  2016-01-01
DO  -  10.1722/2268.24374
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  22
IS  -  1
SP  -  35
EP  -  52
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/04/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/2268.24374
N2  -  Le tecniche di neuromodulazione terapeutica con dispositivi attivi sono state, negli ultimi anni, oggetto di numerosi studi volti ad indagare il loro possibile ruolo nel trattamento dei disturbi psichiatrici. In questo lavoro di revisione della letteratura scientifica si forniscono le nozioni di base sulle principali tecniche di neuromodulazione non invasiva utilizzabili nella pratica psichiatrica e si passano in rassegna i risultati degli studi clinici effettuati con queste tecniche su pazienti con psicosi affettive e non affettive, con particolare riferimento alle forme che non rispondono alle terapie ufficialmente indicate. Delle tre tecniche qui esaminate, cioè la stimolazione magnetica transcranica (TMS), la terapia elettroconvulsivante (ECT) e la stimolazione transcranica con corrente diretta (tDCS), le prime due hanno dimostrato una chiara efficacia terapeutica nelle forme farmacoresistenti delle psicosi, soprattutto di tipo affettivo. In particolare, la TMS andrebbe preferita nei casi con un minore livello di gravità clinica e di resistenza ai trattamenti e l’ECT riservata alle condizioni più severe. La tDCS, pur avendo una migliore tollerabilità ed un’efficacia sovrapponibile ai farmaci in alcuni dei disturbi presi in esame, in attesa di nuove evidenze è da riservarsi ai pazienti che non vogliono o non possono effettuare una farmacoterapia, in quanto la sua utilità non è dimostrata nei casi di accertata farmacoresistenza.
ER  -   
