TY  -  JOUR
AU  -  Bogetto, Filippo
AU  -  Barbaro, Francesca
T1  -  Criticità del disturbo bipolare nell’età avanzata: dal problema della definizione alla scelta del trattamento
PY  -  2015
Y1  -  2015-05-01
DO  -  10.1722/1900.20680
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  21
IS  -  2
SP  -  85
EP  -  100
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/05/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/1900.20680
N2  -  Il disturbo bipolare (DB) è una patologia cronica e recidivante, che accompagna i soggetti affetti lungo tutte le fasi della vita. Nonostante il DB dell’età avanzata sia un fenomeno più raro di quello dell’età giovane adulta, risponde di elevati costi in termini personali e sociali. Inoltre, con il prolungamento della prospettiva di vita media, le stime indicano una crescita drammatica del numero di anziani affetti nei prossimi decenni. Purtroppo, nonostante la rilevanza del fenomeno, non vi sono ancora evidenze consolidate e univoche della letteratura, sia sulla clinica che sulla scelta di trattamenti specifici, e il perché di tali lacune è legato a diversi motivi. In primo luogo sono pochi gli studi condotti su questa popolazione speciale di pazienti, inoltre raramente sono stati condotti dividendo i campioni di pazienti a seconda dell’età al fine di individuare delle differenze significative. In secondo luogo, risulta ancora aperto il dibattito sulla definizione di DB dell’età avanzata, tanto che studi diversi hanno incluso pazienti con differenti criteri di selezione: da pazienti con forme ad esordio precoce che hanno raggiunto l’età anziana, a pazienti con esordio tardivo di malattia (con differenti cut-off di età utilizzati nei diversi lavori). Infine, alcuni autori hanno affrontato tale fenomeno dal punto di vista dell’origine psicopatologica, considerando il DB dell’anziano come un sottotipo specificio facente parte dello spettro bipolare allargato e intrecciato sul piano fenomenologico e biologico con la demenza. Considerate tutte queste limitazioni, scopo di questa revisione è quello di descrivere i risultati degli studi presenti, rispetto all’epidemiologia, alle caratteristiche cliniche del DB negli anziani, alle peculiarità delle forme ad esordio tardivo (che potrebbero rappresentare un disturbo secondario ad altre patologie organiche), alle indicazioni di tattamento (che derivano principalmente dall’estrapolazione dei risultati dei lavori condotti su popolazioni di pazienti di età miste). L’implementazione di ricerche in questo frangete risulta quindi indispensabile, per fornire da un lato informazioni di natura teorica eziopatogenetica, dall’altro per avere informazioni pratiche nella gestione del paziente anziano affetto da DB.
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