TY  -  JOUR
AU  -  Masi, Gabriele
T1  -  I fenotipi del disturbo bipolare in età evolutiva
PY  -  2013
Y1  -  2013-09-01
DO  -  10.1722/1351.15018
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  19
IS  -  3
SP  -  249
EP  -  256
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/06/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/1351.15018
N2  -  La ricerca più recente ha cercato di definire sottotipi di disturbo bipolare (DB) ad esordio nell’infanzia o nell’adolescenza, che possano avere implicazioni non solo diagnostiche, ma anche prognostiche e terapeutiche. A questo scopo abbiamo esplorato, in un campione consecutivo di bambini ed adolescenti con mania o episodio misto una possibile caratterizzazione fenotipica, sulla base di criteri clinici, quali la sottotipizzazione del DSM IV (DB tipo I, DB tipo II, DB tipo non altrimenti specificato – NAS), il decorso cronico o episodico, l’umore euforico o irritabile, l’esordio pre-puberale o adolescenziale e la comorbilità. Relativamente alla comorbilità, generalmente antecedente l’esordio del DB, sono stati esplorati due pattern prevalenti, il primo riguardante l’ADHD e gli altri disturbi dirompenti del comportamento, il secondo riguardante i disturbi d’ansia, in particolare la associazione di multipli disturbi d’ansia (multiple anxiety disorders – MAD). I dati che emergono da tali studi suggeriscono un modello di DB precoce, con due ampi fenotipi. Il primo fenotipo è caratterizzato da esordio in età pre-puberale, molto frequente comorbilità ADHD, decorso cronico, umore irritabile, associazione con disturbi dirompenti del comportamento (disturbo oppositivo-provocatorio, disturbo della condotta), maggiore compromissione funzionale, maggiore resistenza ai trattamenti. Il secondo fenotipo è caratterizzato da esordio più tardivo (adolescenziale), minore comorbilità con ADHD e con i disturbi dirompenti del comportamento, decorso più spesso episodico, maggiore sensibilità ai trattamenti. Abbiamo valutato le possibili implicazioni di tale caratterizzazione fenotipica in termini di risposta a specifici trattamenti farmacologici. Sono necessari, alla luce della introduzione nel prossimo DSM-5 del cosiddetto disruptive mood dysregulation disorder, ulteriori studi volti a valutare il rapporto tra tale entità clinica ed i fenotipi caratterizzati in precedenza, in particolare esplorando se tali sottotipi rappresentano disturbi diversi, o se sono parte di un unico spettro di disturbi correlati ed in parte sovrapposti.
ER  -   
