TY  -  JOUR
AU  -  Perugi, Giulio
AU  -  Vannucchi, Giulia
T1  -  Ciclotimia e disturbi di personalità: sovrapposizioni cliniche ed implicazioni terapeutiche
PY  -  2013
Y1  -  2013-09-01
DO  -  10.1722/1351.15014
JO  -  Nóos
JA  -  Noos
VL  -  19
IS  -  3
SP  -  191
EP  -  207
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
Y2  -  2026/05/18
UR  -  http://dx.doi.org/10.1722/1351.15014
N2  -  In ambito clinico, dal 30 al 50% di tutti i soggetti che cercano aiuto per la depressione, dopo un attento esame, risulta affetto da disturbo bipolare II e tra questi una gran parte è affetto da ciclotimia. La proporzione di pazienti depressi che possono essere classificati come ciclotimici cresce in modo significativo se la soglia di 4 giorni per l’episodio ipomaniacale, proposta dal DSM-IV, è riconsiderata. La durata media di un episodio ipomaniacale nella popolazione generale sembra essere di due giorni e, in molti ciclotimici, gli episodi espansivi durano meno di 1 giorno e spesso sono associati a stimoli ambientali o all’uso di sostanze. Molti pazienti ciclotimici sono diagnosticati come affetti da disturbi di personalità, specialmente quelli con frequenti ricadute, grave impulsività ed estrema instabilità dell’umore. La presenza di tratti “borderline” in pazienti ciclotimici sembra derivare da una importante disregolazione dell’umore, dove la sensibilità interpersonale, l’instabilità emotiva e motivazionale hanno un effetto importante sulla storia personale del paziente, sin dall’infanzia. Infine, la ciclotimia ad esordio precoce e decorso protratto rappresenta il denominatore comune di una comorbilità complessa con ansia, controllo degli impulsi e disturbi da uso di sostanze, che questi pazienti manifestano fin dall’inizio della loro vita adulta. Il trattamento e la gestione clinica della ciclotimia rappresentano una grande sfida. L’uso di antidepressivi può essere problematico per un gran numero di questi pazienti. Gli stabilizzatori dell’umore sono la prima scelta, con l’aggiunta di antidepressivi solo nei casi più resistenti. Basse dosi di antipsicotici atipici dovrebbero essere considerati nei non-responder o quando sono presenti sintomi psicotici o misti. Di grande importanza è anche un approccio psicologico e psico-educazionale specifico, rivolto non solo alla prevenzione della ricadute dell’umore, ma anche al complesso dei disturbi in comorbilità e alla disregolazione temperamentale di base.
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